Ketama 126: A volte sembro un angelo
 caduto dal cielo

“Ketama è matto, stasera voglio essere come lui.”

Queste le parole di una ragazza al live di Ketama. Più di 700 ragazzi riuniti che cantano ininterrottamente tutti i pezzi del giovane romano. Testi pieni di dolore, frasi e parole cariche di sentimento, politicamente scorretti, ma forse è proprio questo quello di cui abbiamo bisogno:

*musica come terapia*

Il concerto è iniziato da pochi minuti che già la band (dj, chitarra e batteria più Ketama126 al microfono) suona JEANS STRAPPATI, il featuring con Fabri Fibra presente nel disco Kety. Ed essere a Senigallia, ad ascoltare questa canzone, ha un sapore particolare. Il live prosegue intenso, la maggior parte delle tracce viene dall’ultimo disco e c’è poco spazio per brani precedenti. Arriva però Lucciole, canzone tratta da Rehab, che ti fa immergere nell’atmosfera della Roma notturna, cupa (bestemmio se dico Pasolini?), malata, come se fosse il racconto della discesa agli inferi di Ketama e per contrappasso, cantandola, forse vuole evitare a noi la stessa sofferenza. D’altronde tutto l’album Rehab si muove su questo filone, di – benché quasi mai esplicitato – accenno spirituale, in particolare il brano Angeli caduti (purtroppo non presente nella scaletta del live):

A volte sembro un angelo
Caduto dal cielo
A volte sembro il diavolo
Che ti porterà l’inferno.

Arriva poi il momento dei brani più forti del rapper romano e sul finale Ketama126 cala il poker: Scacciacani, Cos’è l’amore, Misentomale e Rehab.

A pensarci un po’ fa strano: molte delle migliori strofe rap italiane del 2019 sono in canzoni in cui Ketama126 è presente: la strofa di Massimo Pericolo in Scacciacani, tutta Stay Away (traccia con Franco126 e Side Baby contenuta in Mattoni, il producer album di Night Skinny uscito a settembre 2019), la strofa di Franco126 ma anche quella di Ketama126 stesso in Cos’è l’amore.

Dopo un’ora in cui una persona dal palco ti ha riversato addosso tutta la merda da cui viene, basta la linea melodica più semplice del mondo suonata in power trio (con Ketama126 al basso) per attivare una catarsi collettiva che fa molto college punk dei primi Duemila, un rito di purificazione momentaneo, in cui un Mamamia tutto esaurito canta “Troie, Lovegang / sesso, droga, amore / Kety è nel club / bruciando uno stipendio fuck rehab”. Ed è davvero il giro di accordi più diffuso, facile ed intuitivo di tutta la musica occidentale, ma spesso serve essere diretti e Ketama126, diretto – come ci ha raccontato qui – lo è sempre stato. Il live termina poi con il bis di LOVE BANDANA, il featuring fra Ketama126 e Tedua contenuto in Kety.

Nell’aria, un senso di rivalsa, il grido di una generazione che ha voglia di dire qualcosa. 

Un’atmosfera sincera, vera e potente – un vero e proprio senso di appartenenza che non sentivo da veramente tanto tempo.

LOVEGANG ♥️

Live report scritto a quattro mani da Tatiana Tardio e Vittorio Lauri
Foto di Marco Ippoliti x Staradio e Barbara Gagliardi x T-MAG

Instagram: @staradio